I pesci pagliaccio

  • Classe: Osteitti
  • Ordine: Perciformi
  • Famiglia: Pomacentridi
  • Genere: Amphiprion
  • Nome comune: Pesce Pagliaccio
  • Taglia: da 5 a 15 cm
  • Distribuzione: Zone tropicali dell’Indo-Pacifico, Filippine, Australia, Mar Rosso etc.

Diffuse in tutte le acque tropicali della regione indo-pacifica e nel Mar Rosso, le numerose specie di pesci pagliaccio possono essere ascritte a due generi soltanto: Amphiprion e Premnas. La fisionomia di entrambi i generi è alquanto simile: colori piuttosto sgargianti (giallo, rosso o arancio) con una o più bandeggiature verticali di un bianco brillante. Proprio per questo contrasto di tinte che ricorda molto il trucco di un clown, questi simpatici pesciolini hanno ereditato il nome comune che li contraddistingue.

Si tratta di animali di piccole dimensioni, che raramente superano i 15 cm di lunghezza, dotati di una bocca piccola e protrattile ricoperta di denti conici. Non esiste un dimorfismo sessuale molto evidente, ad eccezione delle dimensioni: i maschi risultano più piccoli delle femmine. E’ stato osservato in questi animali un fenomeno di ermafroditismo sequenziale: all’interno di un gruppo dominato da una vecchia femmina, alla morte di questa il maschio dominante si accresce e cambia sesso divenendo una femmina a tutti gli effetti.

Esponenti della famiglia dei Pomacentridi, una delle più ricche di specie presenti nelle barriere coralline, i pesci pagliaccio vivono e si riproducono tra i tentacoli urticanti degli anemoni di mare (o attinie). A differenza infatti degli altri pesci che vengono punti, paralizzati e quindi divorati dagli anemoni, i pagliacci trascorrono tutto il loro tempo a rotolarsi tra i tentacoli di questi animali o a nuotare in prossimità di essi difendendoli, pulendoli e nutrendoli, totalmente immuni dalle loro punture velenose. I giovani vivono in gruppi numerosi in un solo grosso anemone, ma una volta maturi, si dividono in coppie ognuna delle quali si stabilisce in un’attinia difendendola strenuamente da ogni intrusione, subacquei compresi. Circa lo stratagemma escogitato dai pagliacci per restare immuni dalle punture degli anemoni molte ricerche sono state condotte senza peraltro giungere ad una soluzione convincente ed universalmente valida. Resta tuttavia il fatto che entrambi gli animali (anemone e pesce) traggono vantaggio da questa convivenza: il pesce pagliaccio trova nell’attinia un rifugio dai predatori, l’anemone viene difeso e si nutre degli avanzi del cibo che i pesci mangiano dopo averlo portato tra i suoi tentacoli.

Alquanto delicato nella fase di acclimatazione, un esemplare robusto di Amphiprion si adatta molto bene alla vita in acquario. Dato che in natura questo animale non si allontana granché dal suo anemone, anche acquari di dimensioni modeste possono ospitare un simpatico pesce pagliaccio. Le relazioni tra individui di uno stesso gruppo sono di tipo gerarchico: i più grossi e vecchi comandano, scacciando gli altri dal loro territorio. A causa di un tale comportamento è difficile far convivere in uno spazio ridotto più di un esemplare di pagliaccio, non solo della stessa specie, ma anche di specie diverse. Se si ha la fortuna di acquistare una coppia già formata, è molto probabile che si potrà ottenere la deposizione delle uova. Sfortunatamente risulta problematico riuscire ad allevare i neonati a causa della loro necessità di nutrirsi di plancton vivo, raramente in commercio: soltanto alcuni grandi centri di acclimatazione di pesci tropicali e pochi appassionati sono riusciti in questa impresa. Al momento della riproduzione la femmina depone da circa 500 a 1500 uova vicinissime all’anemone ospite; quindi il maschio le feconda e si occuperà di loro fino alla schiusa. E’ stato documentato (Debelius, 1988) che nella specie Amphiprion bicinctus del Mar Rosso, il maschio prende in bocca ogni uovo e lo strofina delicatamente sui tentacoli dell’attinia: in tal modo il piccolo embrione all’interno verrà immunizzato, ancor prima di nascere, contro il veleno. Dopo circa una settimana le uova , preferibilmente al tramonto, si schiuderanno e le piccole larve verranno trascinate via dalla corrente come parte del plancton per ricominciare questo affascinante ciclo vitale in un altro luogo.

Gli esemplari adulti sono piuttosto facili da nutrire in cattività con cibi secchi di prima qualità o congelati.

La longevità in acquario può essere notevole e superare anche i 15 anni.

Uno splendido esemplare di Amphiprion perideraion
Una coppia di Amphiprion ocellaris
Un gruppo di Amphiprion bicinctus

 

 

 

 

 

 

 

 

Un Amphiprion clarkii si occupa delle sue uova
Un simpatico Premnas biaculeatus

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia:
Debelius H. (1999) “Mar Rosso” Primaris
Gentili M.